La montagna che include: percorsi accessibili e nuovi modelli Alpini

martedì 21 aprile 2026

Professionisti e realtà locali a confronto: come costruire una montagna equa attraverso l’integrazione di turismo e welfare

La montagna che include: percorsi accessibili e nuovi modelli Alpini

Rendere i luoghi accessibili richiede competenze plurali. Per questo oggi si sono confrontati gli operatori e le operatrici del settore del welfare, del turismo e delle professioni della montagna, in una giornata di dialogo svolta nell’ambito della sesta edizione del percorso formativo “Il potere dell’inclusione”, organizzato da Dolomiti Open, TSM-Accademia della Montagna ed etika, in collaborazione con Sportfund, e inserito quest’anno nel percorso di co-progettazione dei “Sentieri”, promosso da etika, l’offerta luce e gas di Dolomiti Energia, con il Gruppo cooperativo trentino (Federazione Trentina della Cooperazione, SAIT Coop, Casse Rurali Trentine e Consolida).

L’obiettivo è ambizioso: gettare insieme le basi di un sistema montano inclusivo e raccogliere idee ed esperienze che potranno tradursi in progettualità concrete da realizzare durante i mesi estivi. La cornice dentro la quale questi ragionamenti e progetti si realizzeranno è quella de “I Sentieri di etika”, un ciclo di appuntamenti che, nell’edizione 2025, ha previsto cinque tappe sul territorio trentino, coinvolgendo cinque cooperative sociali, insieme ad alcune Casse Rurali Trentine e Famiglie Cooperative.

Con questo convegno etika apre dunque ad una nuova ibridazione: dopo quella di welfare e cultura (portata avanti con le esperienze di teatro inclusivo) ora si intrecciano esperienze e si condividono linguaggi per rendere accessibile e inclusiva la montagna, integrando sport, salute, welfare e turismo.

«Quello di oggi è un tema centrale – ha spiegato Raul Daoli, coordinatore di etika per la Federazione Trentina della Cooperazione –: quando con etika parliamo di abitare, autonomia e vita indipendente delle persone con disabilità, coinvolgiamo necessariamente la progettazione della città, del territorio e delle relazioni di comunità. Anche la montagna diventa quindi uno spazio fondamentale di incontro tra i soggetti che contribuiscono a costruire questi percorsi. Con questo convegno perseguiamo l’obiettivo di creare una rete di itinerari e opportunità accessibili e inclusive aperte non solo alla comunità trentina, ma anche ai turisti e a tutti i professionisti impegnati su questi temi».

«Parlare di inclusione in montagna – ha aggiunto Francesco Barone, presidente TSM – Trentino School of Management – significa saper valorizzare un elemento identitario del Trentino, come la montagna, traducendolo in opportunità di inclusione. L’inclusione è infatti uno degli indicatori del grado di civiltà di una comunità. Da questo punto di vista, il Trentino ha dimostrato nel tempo di saper utilizzare le politiche pubbliche come leva per rendere il territorio attrattivo e accogliente per tutti, indipendentemente dalle condizioni personali».

«La montagna è per sua natura una sfida, segnata da una forte fragilità ambientale e territoriale – ha sottolineato Annibale Salsa, antropologo –. Dopo il secondo dopoguerra ha vissuto una fase critica, con il rischio di spopolamento e abbandono. Oggi si registra un rinnovato interesse per il viverla, spesso però ancora idealizzato, perché la quotidianità in questi contesti richiede un reale adattamento. Registro però una maggiore consapevolezza: tornare a vivere e presidiare la montagna è necessario per evitare il degrado ambientale e idrogeologico e per prendersi cura di un territorio fragile. Questa è una delle grandi sfide della contemporaneità».

Ilaria Perusin, TSM-ADM Accademia della Montagna e Silvia De Vogli Consolida, hanno introdotto i partecipanti al tema, accompagnandoli alle successive tavole rotonde: la prima, con Paolo Costa, Fondazione Bruno Kessler, e lo stesso Salsa, dedicata alla montagna come “Laboratorio di Con-vivenza”, e moderata da Angelo Longo, TSM-ADM Accademia della Montagna. La seconda, che ha approfondito invece le buone pratiche condivise in relazione a montagna, turismo e sociale, con Alberto Benchimol, Sportfund – Fondazione italiana per lo sport Ets, Francesca Clementel, VisitPaganella, Simone Elmi, Dolomiti Open, Rosario Fichera, Dolomiti Open – Cammini inclusivi e Stefania Tomasi, cooperativa sociale GSH, moderata da Cristina Zanghellini, Oltre gli Ostacoli.

Nel pomeriggio si è svolta la parte laboratoriale, suddivisa in tre sessioni parallele, focalizzate sugli elementi chiave per sviluppare percorsi di montagna inclusiva nei diversi territori. I workshop, coordinati da Federico Comini, cooperativa sociale Le Rais, Tania Giovannini, Project Manager & Communication Strategist e da Luca Mori, filosofo, hanno approfondito tre ambiti centrali. Il primo, quello del linguaggio e della comunicazione: prestare attenzione alle parole significa infatti prestare attenzione alle persone, perché è anche attraverso il linguaggio che si costruisce inclusione.

Il secondo ambito ha riguardato la “con-vivenza”. La montagna è stata interpretata come un vero e proprio laboratorio di convivenza tra diversità, uno spazio in cui differenze ed esperienze si incontrano e generano valore condiviso. Terzo ambito approfondito, quello dell’“Abitare”, che ha messo al centro la montagna come uno spazio di vita autentico, in cui le persone costruiscono relazioni significative, sperimentano autonomia e partecipano attivamente alla comunità. In questa prospettiva l'abitare e il frequentare le terre alte diventa una possibilità concreta di vivere, partecipare ed essere riconosciuti come cittadini. (Nella foto Raul Daoli)

  Alessandra Fabri

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