L’economia mondiale apre il 2026 in un clima di forte incertezza segnato da tensioni geopolitiche e frammentazione dei mercati. Lo rileva l'Istat nella Nota sull'andamento dell'economia. L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran a fine febbraio, ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia: il Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022, anche per il ruolo strategico dell’Iran e dello Stretto di Hormuz nelle rotte petrolifere. Nel 2025 le principali economie hanno mostrato andamenti differenziati: Pil cinese +5%, Stati Uniti +2,2% e area euro +1,3%. In Italia il Pil è cresciuto dello 0,3% nel quarto trimestre, sostenuto dalla domanda interna, mentre la produzione industriale segna due cali consecutivi a inizio 2026. A gennaio aumenta l’occupazione e l’inflazione resta contenuta: l’indice armonizzato dei prezzi a febbraio segna +1,6% su base annua, sotto la media dell’area euro. Secondo gli analisti, la crisi energetica potrebbe però peggiorare le prospettive di crescita globale nel corso dell’anno.
Alessandra Fabri