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Terzo Settore: Gardini, riforma va nella giusta direzione, ora ci sono condizioni per far crescere il sociale

Guerini: finalmente, è un bene per il Paese avere una legge sull'impresa sociale. Milanese: passaggio epocale, pronti a cogliere le opportunità offerte dall'apertura al mercato

Categorie: Confederazione, Federazioni

Terzo Settore: Gardini, riforma va nella giusta direzione, ora ci sono condizioni per far crescere il sociale

 “Questa riforma va nella giusta direzione. Aggiunge e non sottrae. Crea condizioni per potenziare il Terzo Settore, ma al contempo sviluppa ulteriori possibilità attraverso l'impresa sociale. Tutto è perfettibile e quindi migliorabile. Se come crediamo gli orientamenti saranno confermati, nella stesura definitiva dei testi approvati dal Consiglio dei ministri potranno essere individuate soluzioni proficue per i cittadini e gli operatori del terzo settore, inclusa la cooperazione sociale”. Così Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza Cooperative giudica la Riforma del Terzo settore valutando «positivamente il lavoro compiuto dalle Commissioni parlamentari e dal Governo che hanno riassunto e armonizzato in un unico codice tematiche molto complesse: impresa sociale, codice del terzo settore e decreto sul 5x1000”.

Dello stesso tenore le valutazioni delle federazioni direttamente più interessate alla riforma: Federsolidarietà e FederazioneSanità

“Finalmente siamo arrivati alla conclusione di un percorso durato tre anni e questo è un risultato importate”, sottolinea Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà. “Premetto che i testi che stanno circolando non sono ancora quelli con il crisma dell’ufficialità, magari ci sarà qualche piccola modifica, ma certamente il significato politico è quello e il giudizio è molto positivo. Nella valutazione bisogna sempre tenere conto del punto di partenza, del percorso e del contesto: rispetto alle attese di tre anni fa, quando il cantiere della riforma è stato lanciato, c’era un’aspettativa più alta, in particolare sulla riforma del Libro V del Codice civile, che era molto ambiziosa. È un bene che il Paese abbia, dopo dieci anni, una legge sull’impresa sociale che sembra essere promettente rispetto alla possibilità di liberare le risorse che ci sono dentro il terzo settore, per far fare il passo verso la dimensione imprenditoriale di molte attività. Il mio augurio è che nascano molte imprese sociali e che fra le associazioni non riconosciute, le associazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che svolgono servizi e attività rilevanti dal punto di vista economico, scelgano ora la strada di costituirsi in impresa sociale”.

Di passaggio epocale per il paese e per tutti gli attori del Terzo Settore parla Giuseppe Milanese, presidente di FederazioneSanità. "La riforma apre il mercato alla concorrenza di nuovi soggetti e la cooperazione sanitaria è pronta ad affrontare  la sfida con un atteggiamento propositivo, dinamico e con lo sguardo rivolto al futuro. La riforma è un incentivo alla crescita dimensionale delle nostre imprese per confrontarsi al meglio con l’arrivo delle grandi società di capitale nel settore sanitario, senza per questo perdere la propria identità. Un provvedimento che rafforza la nostra capacità di fornire prestazioni sanitarie di alta qualità, come abbiamo fatto finora e mette in moto il circolo positivo della “white economy”, l’economia legata ai servizi alla persona, stimolando - conclude Milanese - la  crescita e, come è nella nostra vocazione di cooperatori, la possibilità di dare nuove opportunità occupazionali ai giovani del nostro del Paese".

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