Giro di vite contro la pesca pirata nei mari italiani grazie alla nuova Zona Economica Esclusiva (ZEE), che proietta la giurisdizione nazionale oltre le tradizionali 12 miglia del mare territoriale per estendersi fino a un massimo di 200 miglia dalle linee di costa. L'efficacia dello strumento, introdotto dal D.P.R. 26 settembre 2025 n. 193, diventato operativo a gennaio, è emersa chiaramente durante la recente operazione della Guardia Costiera, che ha intercettato e sanzionato diverse imbarcazioni extracomunitarie intente a pescare tonno rosso in totale spregio delle regole internazionali ICCAT. Lo rende noto Confcooperative Agroalimentare e Pesca nel sottolineare come grazie alle nuove norme derivanti dall'istituzione della ZEE, l'Italia acquisisce diritti sovrani esclusivi per lo sfruttamento, la conservazione e la gestione delle risorse biologiche, affiancati da pieni poteri di polizia marittima che consentono alle nostre autorità di effettuare ispezioni, fermi e sequestri nei confronti di flotte di paesi terzi che commettono infrazioni. Confcooperative Agroalimentare e Pesca ha espresso il proprio plauso per l'intervento, evidenziando come questo scudo giuridico e di tutela ambientale, che opera nel pieno rispetto degli accordi di delimitazione con Stati frontisti come Grecia e Croazia, sia fondamentale per salvaguardare la legalità e la sostenibilità del settore. Secondo Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, “questi interventi confermano la validità strategica della ZEE italiana, poiché l’estensione della giurisdizione non rappresenta soltanto un passaggio formale, ma la concreta affermazione della volontà dell’Italia di esercitare appieno il proprio ruolo di Paese marittimo, difendendo le cooperative e le imprese dalla concorrenza sleale di operatori extra-UE e garantendo il rispetto delle regole che i pescatori italiani osservano ogni giorno”. Difendere le risorse ittiche, per Tiozzo, “significa difendere il lavoro, il reddito e il futuro delle comunità costiere, valorizzando il ruolo di chi opera nella legalità attraverso uno strumento finalmente capace di contrastare le attività irregolari in modo sistematico”.
Alessandra Fabri