Pesca: Alleanza Cooperative, nasce fronte europeo contro stop strascico entro 2030

Pesca: Alleanza Cooperative, nasce fronte europeo contro stop strascico entro 2030

lunedì 13 marzo 2023

L’iniziativa parte dall’Italia per chiedere ai governi Ue di tutelare il lavoro di 7mila imbarcazioni

Pesca: Alleanza Cooperative, nasce fronte europeo contro stop strascico entro 2030

Nasce da una iniziativa italiana, capitanata dalle principali organizzazioni della pesca e dei lavoratori, il fronte dei produttori europei contrari alla proposta della Commissione Ue che mira ad eliminare progressivamente la pesca di fondo, come lo strascico, in tutte le aree marine oggetto di protezione entro il 2030. Lo rende noto l’Alleanza delle cooperative pesca e acquacoltura. “L’Europa ancora una volta – sottolinea l’Alleanza- propone regole insostenibili per le imprese di pesca perché punta a vietare uno dei sistemi di pesca più importanti in termini di volumi e fatturato. Per questo – prosegue la cooperazione- abbiamo dato vita ad un confronto con le altre associazioni di categoria e sindacati europei per chiedere ai rispettivi governi di tutelare in Europa un settore che contribuisce per il 25% agli sbarchi totali di prodotto ittico e per il 38% dei ricavi, con oltre 7000 imbarcazioni. E di queste 2.088 sono italiane. Dallo strascico -conclude l’Alleanza- arriva il 33% del prodotto ittico nazionale per un valore pari al 46% del fatturato totale, e che riforniscono la maggior parte di quanto viene venduto nei nostri mercati ittici”. Per l’Alleanza delle cooperative la proposta europea “è pericolosa non solo per l’economia ittica ma anche per l’ambiente visto che, se dovesse andare in porto, spalancherebbe le porte all’importazione da paesi extra europei dove la pesca viene praticata senza seguire le nostre stesse regole in termini di sostenibilità, tracciabilità e sicurezza alimentare”. La cooperazione ricorda che quasi 451.000 chilometri quadrati delle acque marine dell’UE sono state protette come aree marine di Natura 2000, un aumento del 2% rispetto al 2019 e del 58% rispetto al 2015.  “A riprova che è già molto elevato il livello di tutela delle risorse. Non abbiamo bisogno di nuove aree di protezione e di nuovi divieti visto che la pesca di profondità nei mari italiani è consentita solo in circa il 30% delle acque . Per salvaguardare realmente i mari occorre vincere la battaglia contro inquinamento e plastica”, conclude l’Alleanza.

 

 

  Alessandra Fabri

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