L’Arte di Essere Fragili: torna il Festival Internazionale delle Abilità Differenti

L’Arte di Essere Fragili: torna il Festival Internazionale delle Abilità Differenti

martedì 28 aprile 2026

Al via la 28 esima edizione che si terrà dal 3 maggio al 9 giugno tra Modena, Bologna e Reggio

L’Arte di Essere Fragili: torna il Festival Internazionale delle Abilità Differenti

 “Desideri infiniti, visioni altère” è il titolo della 28 esima edizione del Festival internazionale delle abilità differenti (Fiad), la manifestazione organizzata dalla cooperativa sociale Nazareno di Carpi (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia) per celebrare “l’arte di essere fragili”. Il titolo del festival 2026 è un manifesto educativo e poetico che, oltre a rendere omaggio all’opera di Giacomo Leopardi, lancia una sfida alla percezione comune della fragilità. Il programma dell’evento, che si terrà dal 3 maggio al 9 giugno tra Modena, Bologna e Reggio (con una puntata anche a Torino), prevede mostre e convegni, spettacoli di danza, teatrali e musicali, laboratori d’artigianato, arte e cucina. Come è nella sua tradizione, l’evento non si limita a mettere in scena il talento, ma rivendica la centralità della disabilità che parla in prima persona, non più oggetto di narrazione esterna, bensì soggetto che crea, interpreta e interroga il mondo con uno sguardo “altèro”, cioè alto, fiero, capace di guardare oltre la siepe del limite fisico o psichico. In un’epoca che tende a normalizzare o colpevolizzare la differenza, il Fiad fa tesoro dell’esperienza dei tanti ospiti che anno dopo anno hanno regalato arte e bellezza trasformando il bisogno in visione, affermando la propria dignità artistica e umana, con opere che non sono forme di terapia, ma appartengono alla storia dell’arte.

 «Il desiderio di infinito dei nostri ospiti ci ha educato, e di questo sono profondamente grato – afferma il presidente della Nazareno Sergio Zini - Il loro desiderio ostinato di avere una vita piena e autenticamente umana è il seme che ha generato frutti inaspettati, a partire dall’atelier e dalla compagnia teatrale Manolibera, e poi i centri socio-occupazionali e l’avventura dell’outsider art. Affinché il desiderio profondo si realizzi occorre, però, una rete di relazioni che lo sostenga e accompagni.Ancora una volta è per noi una grande gioia condividere la fiera consapevolezza di aver gettato con tanti amici le reti nel mare dell’infinito e averle ritirate piene».

Il tema del Festival 2026,  «spiega la responsabile Simona Famulari - è un invito a guardare all’esperienza umana a partire dalla ‘forza scandalosa’ del desiderio, quella capacità indomita che ci porta a costruire e generare anche laddove appare impossibile. In un mondo che in questo particolare momento storico sembra dominato solo da divisione e distruzione, siamo particolarmente grati e commossi nel vedere che è ancora possibile far rinascere bellezza, bellezza autentica, dove la fragilità è lo spazio sacro che serve a riconoscersi fratelli e non un inciampo da rimuovere. Anche quest’anno, proprio a partire da questo spazio sacro il festival rilancia una proposta che mette insieme arte, danza, teatro, musica e poi convegni e laboratori, fino ad arrivare all’offerta di un momento conviviale, realizzato insieme a chi oggi è impegnato a fare impresa sociale nel settore enogastronomico».

Le radici del Festival

 Il Fiad nasce nel 1999 per condividere con un pubblico sempre più ampio le consapevolezze maturate negli anni di lavoro artistico con ragazzi con disabilità accolti nei laboratori della cooperativa Nazareno.Prima con la pittura, poi con il teatro, la danza e la musica, l’esperienza del festival è cresciuta sempre di più e in quasi trent’anni ha proposto spettacoli, concerti, convegni, mostre, seminari, film, libri, workshop, tante testimonianze e storie di vita di giovani artisti italiani e stranieri, con disabilità, che hanno toccato il cuore di migliaia di spettatori. Tra i tanti i testimonial, ospiti e amici del Fiad citiamo Stefano Belisario (in arte Elio), Angelo Branduardi, Milva, Paola Cortellesi, Riccardo Milani, Daniele Mencarelli, Mogol, Tommaso e Gianluca Nicoletti, Giacomo Campiotti, Giuliana De Sio, Frida Bollani Magoni, Mago Casanova, Maria Teresa Ruta, Paolo Cevoli e Claudia Penoni.

 

 

  Alessandra Fabri

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