Un taglio lineare di circa due terzi che si traduce in circa 400 milioni di euro in meno per la filiera ittica nazionale. È questa la cifra che desta profonda preoccupazione in Confcooperative Agroalimentare e Pesca per il futuro dei fondi europei destinati al comparto nel settennato 2028-2034. Ciononostante, l'associazione esprime un sincero apprezzamento al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per la netta presa di posizione a difesa del comparto e per l'impegno a varare compensazioni interne. È quanto esprime Paolo Tiozzo, Vicepresidente Confcooperative Agroalimentare e Pesca, intervenendo sul delicato stallo relativo ai negoziati comunitari per il futuro periodo di programmazione.
"L'andamento generale della spesa del programma FEAMPA 2021-2027 ci desta forte apprensione – dichiara il Vicepresidente Tiozzo – poiché se il nostro Paese dovesse subire una contrazione o un taglio di risorse per un insufficiente livello di avanzamento complessivo, ciò non aiuterà di sicuro il negoziato per il nuovo fondo, che si annuncia già estremamente difficile".
Le preoccupazioni dell'associazione si concentrano in particolare sulla proposta della Commissione Europea per il periodo 2028-2034, che ha incassato la bocciatura unanime della Commissione Pesca del Parlamento Ue. La proposta prevede per l'Italia uno stanziamento minimo di appena 195.149.000 euro (quota UE): si tratta di un crollo verticale al 37% di quanto stanziato nel ciclo precedente (pari a oltre 518 milioni), portando appunto a una perdita complessiva di circa 400 milioni di euro, nonostante l'Italia si confermi il terzo Paese percettore dopo Spagna e Francia.
In questo scenario critico, le rassicurazioni giunte dal Ministro Lollobrigida, intervenuto all'assemblea elettiva dell'associazione. Il Ministro ha definito "insostenibile" e una "follia" la sforbiciata di Bruxelles, impegnandosi formalmente a compensare i tagli a livello nazionale ad uso interno e bocciando l'attuale Piano strategico comune come un "grandissimo fallimento" capace di causare la perdita del 40% delle marinerie italiane negli ultimi 30 anni.
"Siamo pienamente allineati con la visione espressa dal Ministro Lollobrigida durante i lavori della nostra Assemblea – conclude il Vicepresidente Paolo Tiozzo –. Si è immaginato in questi anni che la sostenibilità ambientale fosse l'elemento prevalente, cosa che non ha funzionato perché essa deve viaggiare sempre insieme a quella del reddito delle imprese. Accogliamo con favore l'impegno del Governo a compensare a livello nazionale i tagli europei qualora l'UE dovesse perseguire questa strada. Difendere la pesca significa garantire prosperità alle nostre aziende e tutelare l’economia dei nostri territori costieri".
Alessandra Fabri