Festival Economia 26: Lavoro e pensioni sulle montagne russe, chi si ritira oggi prende l'81,5% dello stipendio, nel 2060 sarà il 64,8%

Festival Economia 26: Lavoro e pensioni sulle montagne russe, chi si ritira oggi prende l'81,5% dello stipendio, nel 2060 sarà il 64,8%

venerdì 22 maggio 2026

Il commento del Presindente Gardini ai dati del focus Censis Confcooperative presentati al panel su lavoro e pensioni

Festival Economia 26: Lavoro e pensioni sulle montagne russe, chi si ritira oggi prende l'81,5% dello stipendio, nel 2060 sarà il 64,8%

«Un taglio di 17 punti percentuali sul reddito pensionistico rispetto all'ultima busta paga»: è questo l'eredità che pesa sulle nuove generazioni secondo i dati Censis-Confcooperative presentati al Festival di Trento  al panel su:"Lavoro e pensioni sulle montagne russe tra opportunità e trappole del futuro".

Se chi si ritira oggi dal mercato del lavoro può contare su un tasso di sostituzione dell'81,5% della propria retribuzione, nel 2060 questa quota subirà un drastico crollo, fermandosi appena al 64,8% a parità di contratto. Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, ha espresso forte preoccupazione definendo questa prospettiva «una vera ipoteca sul futuro che si somma ai salari tra i più bassi d'Europa. È il frutto di dinamiche incrociate che si sono intrecciate e sviluppate negli ultimi 30 anni». L'analisi dipinge un quadro di forti squilibri strutturali confermati da Andrea Toma del Censis, il quale ricorda che siamo «primi in Europa per spesa pensionistica, tra gli ultimi per ricchezza salariale», con la prospettiva drammatica di avere 7,7 milioni di lavoratori in meno nel 2050. Inoltre, «non c'è più un percorso lineare che passa dalla formazione al lavoro e alla pensione. È una linea sempre più frammentata», che penalizza soprattutto le donne, le quali oggi guadagnano dagli 8 ai 10 mila euro in meno l'anno rispetto agli uomini. Alessandra Rinaldi, presidente donne di Confcooperative, spiega che questo gap salariale «nasce prima della retribuzione, perché riguarda il percorso e le opportunità più che lo stipendio. Anche per il carico di cura che ancora oggi è a carico delle donne»; tuttavia, la cooperazione dimostra una forte capacità di reazione, registrando il 61% di occupate donna e il 27% di donne nella governance, dato che sale al 34% nel caso delle under 35. Questo scenario rischia di innescare un corto circuito generazionale, poiché «la generazione di oggi non sarà in grado in futuro di supportare i propri figli e i propri genitori come in passato, a causa di stipendi più bassi e di maggiore permanenza a lavoro». Per questa ragione, come sottolinea Ilaria Miniutti, Giovani Imprenditori Confcooperative, la cooperazione, che nasce da sempre per dare risposta a un bisogno, ha oggi il compito cruciale di «restituire opportunità ai giovani: di avere una maggiore conciliazione tra vita e lavoro, avere un lavoro dignitoso e che permetta di avere fiducia nel futuro».

  Alessandra Fabri

Riproduzione riservata ©
13

Territorio

Federazioni