Terre d'Emilia: imprese a rischio per i costi dell’energia

Terre d'Emilia: imprese a rischio per i costi dell’energia

martedì 17 marzo 2026

Dal territorio l'allarme per la tenuta delle cooperative in seguito agli aumenti che pesano su tutti i settori produttivi

Terre d'Emilia: imprese a rischio per i costi dell’energia

Non solo l’industria, ma anche l’autotrasporto, l’agroalimentare, la ristorazione collettiva, le costruzioni e i servizi alla persona sono a rischio di una crisi senza precedenti per l’aumento dei costi energetici legato al conflitto in atto in Medio Oriente.

L’allarme viene da Confcooperative Terre d’Emilia, secondo, la quale oltre la metà delle 620 cooperative aderenti sono esposte ad un “rischio grave”, mentre per le altre l’aggravio dei costi determinerà comunque problemi rilevanti.

«In diversi casi – spiega il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia, Matteo Caramaschi – si sta ancora pagando l’impennata dei prezzi (mai rientrata, tra l’altro, per i prodotti legati alle costruzioni) determinata dall’avvio del conflitto in Ucraina, quattro anni, e l’escalation che stiamo registrando rischia di infliggere colpi insopportabili alle realtà che operano nel comparto edile, nell’autotrasporto e nell’agroalimentare, con situazioni particolarmente critiche per i caseifici sociali».

«Situazione molto pesante – aggiunge Caramaschi – anche per la ristorazione collettiva, che richiede apporti energetici importanti sia per la preparazione che per la distribuzione dei pasti, e, ancora, per le cooperative della logistica e le cooperative sociali, sia per i costi legati alla gestione delle strutture di accoglienza di anziani e di altre persone fragili, sia per quelli connessi alle attività nel settore delle pulizie e alla gestione dei servizi ambientali.”

Gli impatti più rilevanti, secondo Confcooperative, si avranno, in sostanza sui comparti che presentano anche i più alti livelli occupazionali; 43.000 degli oltre 46.000 lavoratori delle cooperative aderenti all’organizzazione, infatti, sono inseriti nei comparti lavoro e servizi (che include costruzioni, logistica, autotrasporto, ristorazione collettiva), nelle coop sociali e nell’agroalimentare.

«Nell’autotrasporto – sottolinea il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia – le imprese stanno scontando, oltretutto, anche l’aumento di assicurazioni e bolli legato ad un provvedimento regionale, mentre nel sociale stanno sostenendo l’aggravio di un pur positivo, rilevante e responsabile rinnovo contrattuale avvenuto un anno fa».

«Tenendo conto del fatto che vi sono molte cooperative che lavorano su opere e servizi legate ad appalti pubblici – osserva Caramaschi – è innanzitutto urgente che le stazioni appaltanti adeguino i corrispettivi riconosciuti alle imprese ad un nuovo scenario che modifica sostanzialmente i costi».

«Contemporaneamente – aggiunge Caramaschi – occorrono interventi urgenti a sostegno di un sistema imprenditoriale che rischia una crisi molto pesante per rincari che, in molti casi, non risultano sopportabili, sembrano destinati ad aumentare e, come accade sempre nelle stagioni in cui si registrano fenomeni speculativi, manterranno i loro effetti negativi per un tempo indefinito».

 

  Laura Viviani

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