«L’economia sociale non è il futuro perché è buona, ma perché è necessaria. In una fase storica segnata da crisi demografica, disuguaglianze crescenti e frammentazione produttiva, la cooperazione rappresenta una delle poche architetture economiche capaci di tenere insieme efficienza, giustizia sociale e democrazia. Ora che l’Europa e lo Stato ne riconoscono il ruolo strategico, la responsabilità è dei territori e delle istituzioni: l’economia sociale non va più raccontata, va governata come sistema». Così il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, intervenendo al convegno di presentazione del Primo Rapporto sull’Economia Sociale e la Cooperazione in Calabria, promosso da Confcooperative Calabria in partnership con BCC Mediocrati, grazie al contributo e alla collaborazione di FondoSviluppo, e con il supporto scientifico dell’Istituto di ricerca DemosKopiKa.
L'indagine, condotta su un campione rappresentativo di imprese profit e cooperative in tutte le province calabresi, ha prodotto l'Indice di Sviluppo dell'Economia Sociale e Civile che misura il livello di adesione e applicazione pratica dei principi dell'economia civile. Il 76% degli imprenditori riconosce nell'economia sociale un valore importante per lo sviluppo territoriale; il 90% dei cooperatori identifica nell'economia sociale il tema principale della propria attività
Confcooperative Calabria ha ribadito la propria disponibilità a lavorare con la Regione, gli enti locali, il sistema del credito e il mondo accademico per tradurre questa visione in politiche strutturali, capaci di produrre sviluppo duraturo, inclusivo e radicato nei territori.
Francesco Agresti