Agrintesa Guarda “Oltre”: a Castel Bolognese il polo europeo del kiwi

Agrintesa Guarda “Oltre”: a Castel Bolognese il polo europeo del kiwi

giovedì 3 settembre 2026

Investimento da 25 milioni tra innovazione, digitalizzazione, e sostenibilità

Agrintesa Guarda “Oltre”: a Castel Bolognese il polo europeo del kiwi

Un investimento industriale da 25 milioni di euro per il nuovo polo europeo del kiwi. Agrintesa ha inaugurato oggi, con l’evento “OLTRE - L’evoluzione che crea valore”, il rinnovato e ampliato stabilimento di Castel Bolognese (RA), da oltre 35 anni punto di riferimento della cooperativa per la gestione delle produzioni frutticole, in particolare del kiwi, e da oggi vero centro d’eccellenza a livello europeo per questa referenza. L’intervento, cofinanziato attraverso due fondi PNRR (il progetto di filiera INTEGRA.AGRI e AGRI.LOG), ridisegna in profondità il sito attivo dal 1990 e ne potenzia capacità di conservazione, lavorazione e logistica attraverso nuove strutture, sistemi di automazione avanzata e una gestione digitale e interconnessa dei processi. Un progetto pensato per accompagnare la crescita delle produzioni dei soci e consentire alla cooperativa di aumentare ulteriormente qualità, efficienza e capacità di servizio ai mercati.

L’evento, che ha raccolto a Castel Bolognese quasi 1.000 stakeholders della cooperativa tra cui soci, clienti, fornitori, partner, dipendenti ha visto gli interventi del Presidente di Agrintesa Aristide Castellari e del Direttore Generale Cristian Moretti, del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, dell’Assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e del Sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza. Sono intervenuti inoltre Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative, e Raffaele Drei, Presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca.

“OLTRE è una parola che racconta bene ciò che la nostra cooperativa vuole fare: non limitarsi a rispondere alle necessità dell’oggi ma costruire le condizioni affinché le aziende agricole socie possano continuare a produrre, crescere e competere sui mercati anche domani - dichiara Aristide Castellari, Presidente di Agrintesa -. Questo investimento nasce dai nostri soci e ritorna ai nostri soci sotto forma di maggiore capacità di valorizzazione delle loro produzioni: dietro queste strutture ci sono migliaia di aziende agricole e famiglie, territori e persone che hanno scelto di credere nella cooperazione. La nostra responsabilità è trasformare questa fiducia in prospettive concrete. È questo, per noi, il significato più autentico dell’innovazione”.

Il kiwi al centro della strategia di crescita

Il progetto parte da una filiera strategica per Agrintesa. Il kiwi rappresenta oggi circa il 30% dell’intero paniere ortofrutticolo della cooperativa, con un volume medio annuo di circa 55.000 tonnellate3.200 ettari coltivati e 747 aziende agricole socie coinvolte nelle principali aree vocate italiane: Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto. La crescita registrata negli ultimi anni, incluso l’importante impulso sul fronte delle nuove varietà, ha incoronato Agrintesa come punto di riferimento europeo per questa referenza ma, al tempo stesso, ha reso necessario un deciso potenziamento delle capacità di conservazione e gestione della struttura romagnola, punto cardine di una filiera d’eccellenza. Il nuovo assetto di Castel Bolognese consente di portare la capacità di conservazione e stoccaggio a 308.000 quintali, con un incremento del 54% rispetto al passato.

Cuore dell’intervento sono 44 nuove celle in atmosfera controllata, distribuite su una superficie complessiva di 8.100 metri quadrati e in grado di ospitare 108.000 quintali di prodotto. Gli impianti permettono di gestire regimi di conservazione particolarmente evoluti, intervenendo su ossigeno, etilene e principali parametri ambientali per preservare nel tempo le caratteristiche qualitative dei frutti. Per il kiwi giallo la capacità di lavorazione prevista passa da 230.000 a 340.000 quintali annui (+48%), mentre per quello verde da 100.000 a 150.000 quintali (+50%).

«Non abbiamo semplicemente ampliato la struttura: abbiamo ripensato il modo in cui questo stabilimento deve lavorare nei prossimi anni - sottolinea Cristian Moretti, Direttore Generale di Agrintesa -. Produzione, conservazione, movimentazione e informazioni oggi dialogano all’interno di un unico sistema. Questo ci permette di essere più efficienti, più precisi e più sicuri, ma soprattutto di tutelare meglio la qualità del prodotto che i nostri soci ci affidano e di rispondere con maggiore efficacia alle richieste dei clienti. L’obiettivo è fare di Castel Bolognese una piattaforma capace di sostenere la crescita della nostra base produttiva e di operare dodici mesi all’anno, creando valore lungo tutta la filiera. Il nostro piano industriale guarda, infatti, già al prossimo passaggio: entro il 2030 il sito è progettato per arrivare a gestire complessivamente 600.000 quintali di prodotto all’anno ampliando la specializzazione, accanto al kiwi, anche a susine, albicocche e pere Williams».

 

Un magazzino intelligente, interconnesso e sostenibile

La trasformazione riguarda l’intera organizzazione del sito. L’area esterna è stata ampliata e razionalizzata con il rifacimento di 23.000 metri quadrati di piazzali e la realizzazione di 10.000 metri quadrati di nuove superfici, mentre la nuova area destinata al ricevimento del prodotto comprende una tettoia in legno da 4.200 metri quadrati per la protezione del prodotto in conferimento e tre nuove pese a gestione informatizzata. Un impianto al cui interno battono tre nuovi cuori tecnologici e innovativi: produzione e logistica vedono, infatti, l’integrazione tra sistemi di ultima generazione che consentono il controllo in tempo reale delle linee, la tracciabilità dei processi, la raccolta automatica dei dati dagli impianti di lavorazione (Sistema MES - Manufacturing execution system) e una gestione del magazzino che ottimizza ricevimento, stoccaggio, picking, inventario e spedizioni garantendo la tracciabilità di bins o pallet (Sistema WMS - Warehouse management system). A questi si unisce un sistema (RTLS - Real time locating system) che permette la localizzazione in tempo reale di mezzi e materiali, analizza i percorsi interni e le aree maggiormente congestionate, ottimizza le missioni dei carrelli e aumenta la sicurezza, anche grazie a sistemi di rilevamento e prevenzione delle collisioni tra mezzi e persone. Per lo stoccaggio del prodotto finito sono state installate, inoltre, scaffalature con shuttle automatici per una capacità complessiva di 3.000 pallet.

Innovazione industriale e sostenibilità procedono insieme. Il progetto comprende, inoltre, un impianto fotovoltaico da 2.307 kWp, con una produzione annua prevista di 2,86 GWh, oltre all’efficientamento dei sistemi frigoriferi e all’ottimizzazione dei flussi logistici. Nel complesso, le nuove soluzioni adottate permettono una riduzione del 15% dei consumi energetici dello stabilimento e un risparmio stimato di 1.148 tonnellate di CO₂ ogni anno. La nuova tecnologia di refrigerazione, infine, consente inoltre di ridurre di oltre il 70% l’impiego di ammoniaca.

L’attenzione alla sostenibilità, poi, non si ferma a quella ambientale: la crescita dello stabilimento produrrà effetti anche sul lavoro. Secondo le proiezioni al 2030, infatti, le giornate lavorate nel sito passeranno dalle attuali circa 45.000 a 70.000 all’anno (+55%) mentre il numero complessivo degli addetti potrà crescere da 280 a 450 (+60%). E proprio per le persone impegnate nel sito sono stati effettuati investimenti specifici per la realizzazione di un nuovo edificio su due livelli dedicato a servizi al personale e un consistente ampliamento di uffici, locali di servizio e sala ristoro, insieme a nuovi spazi tecnici e operativi. 


«Agrintesa rappresenta un modello virtuoso di filiera, capace di coniugare tradizione e innovazione per creare valore e reddito per gli agricoltori. Sono proprio gli agricoltori il cuore del nostro sistema produttivo e il presidio della qualità, della sicurezza e della sovranità alimentare della Nazione – ha sottolineato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida -. Anche il sostegno del PNRR dimostra la concretezza dell’impegno del Governo. Agrintesa si è aggiudicata un contributo che consente di realizzare investimenti per rafforzare logistica, efficienza e competitività della filiera. È il risultato di un lavoro di squadra tra imprese, istituzioni e Governo che resta al fianco di cooperative come Agrintesa. In questa direzione va anche lo stanziamento di 136 milioni di euro, cofinanziato dall'Italia e dall'UE, per sostenere l’acquisto dei fertilizzanti e rafforzare la resilienza delle nostre filiere».

«Quello che inauguriamo oggi è un investimento sul futuro di una filiera e di un territorio - ha commentato Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna -. Qui a Castel Bolognese, in un’area che ha dovuto affrontare due eventi alluvionali in pochi anni, una comunità ampissima di imprese agricole ha scelto di mettere insieme risorse, competenze e capacità imprenditoriale per continuare a crescere e competere. È questa una delle caratteristiche più forti dell’Emilia-Romagna: la capacità di reagire alle difficoltà, di fare squadra e di trasformare anche le fasi più complesse in una spinta verso l’innovazione. La cooperazione rappresenta un modello straordinario perché consente di mettere in comune la capacità produttiva di tante imprese e di trattenere valore nei territori. Oggi Agrintesa ci mostra una strada concreta per guardare oltre: investire nella qualità, nella tecnologia e nella capacità di stare sui mercati, mantenendo forte il legame con le comunità e con le persone. È la direzione che serve per rafforzare la nostra frutticoltura e costruire un’agricoltura più resiliente, capace di affrontare il cambiamento climatico e di continuare a generare lavoro, valore e sviluppo».

«Agrintesa è una realtà straordinaria della nostra regione, che rappresenta al meglio la filiera dell’ortofrutta dell’Emilia-Romagna nella sua storia produttiva, cooperativa e nella capacità di innovazione dei processi agricoli e agroalimentari – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi -. Anche questo investimento straordinario che sa coniugare tecnologie, digitale, sostenibilità, impiego delle rinnovabili, miglioramento dei processi di lavoro e della logistica, dimostra la capacità di visione strategica di un’azienda che non ha mai smesso di investire per crescere e migliorare la propria competitività sui mercati, tenendo insieme innovazione e sostenibilità, scala produttiva dalle dimensioni importanti e attenzione al valore del lavoro agricolo nei campi. Un esempio di grande lungimiranza che ci rende orgogliosi».

«La portata innovativa dell’investimento realizzato da Agrintesa – commenta il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei – è la riprova della capacità di una cooperativa di far convergere centinaia e migliaia di soci produttori intorno a obiettivi strategici comuni. Agrintesa – continua Drei - è tra gli esempi cooperativi più virtuosi di una realtà imprenditoriale capace di unire produttori che operano dall’estremo nord al sud italia intorno agli stessi obiettivi, riuscendo a generare reddito non solo per sé stessi ma per interi territori».

«Lo stabilimento di Castel Bolognese è la dimostrazione concreta di cosa significhi fare impresa cooperativa: mettere innovazione e tecnologia al servizio dei soci produttori, non il contrario - commenta Maurizio Gardini, presidente Confcooperative -. Agrintesa dimostra che l'agricoltura 4.0 non cancella la tradizione ma la rafforza, restituendo valore a chi ogni giorno lavora la terra. Le cooperative sono l'anello che trasforma il prodotto conferito in ricchezza diffusa sui territori, in occupazione, in futuro per le comunità rurali. Questo è il modello di sostenibilità economica, sociale e ambientale che Confcooperative continua a difendere e sviluppare».

L’evento ha potuto contare sul sostegno degli Official Partner La BCC ravennate, forlivese e imolese e Toyota Material Handling e di Wolf System, Smurfit Westrock, Sermac, Isolcell, Infia, Frigoriferi Industriali, Righi Elettroservizi, Franco Pasetti, Electro Security, Onit, Vem Sistemi, AgroFresh, Graziani Packaging, Zini Elio e Nav System.

Agrintesa è una delle principali cooperative agricole italiane specializzate nella produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli. Nata ufficialmente nel 2007 dalla fusione di tre cooperative emiliano-romagnole, affonda le proprie radici negli anni Cinquanta e oggi riunisce circa 3.600 aziende agricole socie, con 18.500 ettari coltivati e oltre 2.300 dipendenti. Con un valore della produzione consolidato di circa 495 milioni di euro, opera attraverso le divisioni ortofrutticola, vitivinicola e punti vendita, valorizzando le produzioni dei soci sui mercati italiani e internazionali. Oltre il 50% della produzione ortofrutticola viene esportato in 55 Paesi.

  Laura Viviani

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