Sociale, in Toscana firmato accordo tra cooperative e sindacati

Sociale, in Toscana firmato accordo tra cooperative e sindacati

martedì 11 ottobre 2022

Dai tempi di vestizione del personale ai congedi per le donne vittime di violenza, la Toscana è la prima in Italia a vedere la sottoscrizione di un contratto regionale del settore

Sociale, in Toscana firmato accordo tra cooperative e sindacati

È stata sottoscritta questa mattina l’ipotesi di accordo di secondo livello del Ccnl Cooperative Sociali-2017/2019 per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali della Toscana. L’accordo è stato siglato fra le Centrali Cooperative Agci-Solidarietà Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, Legacoop Toscana-Dipartimento Welfare e le sigle sindacali Fp-Cgil Toscana, Fp-Cisl Toscana, Fisascat-Cisl Toscana.

L’accordo rappresenta un passaggio importante per la cooperazione sociale toscana, poiché va ad aggiornare il secondo livello contrattuale di lavoro il cui ultimo rinnovo risaliva al 2002, in una situazione assai mutata e in cui non mancano le criticità del contestoLa Toscana è la prima in Italia in questa fase storica a vedere la sottoscrizione di un contratto regionale del settore. La trattativa per la sottoscrizione del Contratto regionale integrativo delle cooperative sociali della Toscana era partita nell’aprile 2021 con l’invio da parte dei sindacati della piattaforma di rinnovo. I temi affrontati nel corso della trattativa e sui quali si è raggiunta l’intesa tra Centrali cooperative e sigle sindacali firmatarie dell’accordo sono relativi a tempo di vestizione previsto all’interno dell’orario di lavoro, Banca ore, rimborsi chilometrici per i lavoratori che usano il mezzo proprio per ragioni di servizio, congedi speciali per le donne vittime di violenza, una regolamentazione più attuale della regolazione dello sciopero nei servizi essenziali. Altri temi, come il Premio Territoriale di Risultato, la classificazione dei lavoratori e l’orario di lavoro, la disciplina specifica del cambio d’appalto - inizialmente previsti dai sindacati nella piattaforma - saranno invece oggetto di un percorso di trattativa da avviare a partire dal 2023 con i sindacati firmatari. 

Si chiude una fase di confronto lunga, complessa ed articolata, anche se non si può nascondere una verità di fondo: la necessità che a livello di governo centrale e regionale si torni ad investire in modo strategico sul sistema integrato di welfare, che è una colonna del nostro Paese. “La sigla di questo Contratto Collettivo Territoriale della Toscana , oltre a ricucire un rapporto ‘istituzionale’ interrotto dal 2014 è importante - dice il presidente di Federsolidarietà Confcooperative Toscana Alberto Grilli - perché il ruolo delle Centrali Cooperative e delle Organizzazioni Sindacali toscane del settore è fondamentale, in particolare nell’indicare, analizzare e porre rimedio ai maggiori rischi del tempo attuale per l’occupazione e per l’impresa sana e radicata sul territorio. Ancora più importante sarà il ruolo delle parti datoriali e sindacali se sarà collocato in un contesto di dialogo, concertazione, per le politiche sociali del futuro in Toscana. Il lavoro delle parti sociali sarà dunque prezioso su due fronti: quello dell’interlocuzione con le istituzioni e quello della contrattazione di secondo livello”.

“Molti dei punti trattati e sottoscritti daranno alle cooperative una maggiore chiarezza nella gestione del lavoro e un quadro di riferimento contrattuale più omogeneo valido per tutte le cooperative sociali che operano in Toscana – afferma Assunta Astorino, responsabile Dipartimento Welfare di Legacoop Toscana -. Nonostante le difficoltà che il nostro mondo sta attraversando, la pandemia prima e ora la crisi energetica, abbiamo voluto trovare un punto di caduta condiviso con i sindacati che garantisca un passo in avanti nel miglioramento delle condizioni dei soci e dei lavoratori delle cooperative sociali toscane”.

“La sigla di questo contratto integrativo regionale – afferma Federico Pericoli, responsabile regionale di Agci-Solidarietà – costituisce un passo in avanti di grande rilievo per il mondo cooperativo  in un momento particolarmente difficile per l’economia: l’aggiornamento di istituti già previsti e l’introduzione e definizione di nuovi permette di stabilire relazioni più chiare e risolve questioni che erano state talvolta oggetto di contenzioso in passato. Adesso si tratta di far valere questa ritrovata unità d’intenti nei confronti delle Istituzioni per far comprendere le ragioni di un comparto che si rivela sempre più essenziale per le politiche sociali ed i servizi della nostra regione”.

  Alessandra Fabri

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