Osservatorio casa abbordabile, l'incontro oggi a Milano

Osservatorio casa abbordabile, l'incontro oggi a Milano

mercoledì 31 gennaio 2024

I promotori dell'Osservatorio, tra cui il Consorzio Cooperative Lavoratori, a confronto a Palazzo Marino sui dati emersi dal rapporto

Osservatorio casa abbordabile, l'incontro oggi a Milano

Si è svolto oggi a Palazzo Marino a Milano l’incontro con gli assessori Giancarlo Tancredi e Pierfrancesco Mara, con delega rispettivamente alla Rigenerazione Urbana e alla Casa e Piano Quartieri, per discutere dei dati emersi dal rapporto dell’Osservatorio Casa Abbordabile (OCA), promosso da Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL), Delta Ecopolis in partnership con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano.

«L’Osservatorio e le sue analisi – ha spiegato il presidente di Ccl e Confcooperative Habitat Alessandro Maggioni – vanno viste come un servizio che due importanti cooperative, CCL e Delta Ecopolis, hanno voluto donare alla città di Milano per leggere, attraverso una ricerca libera e rigorosa, le dinamiche di affordability, definendole in relazione alle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici che danno molto a Milano. I dati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio interrogano noi stessi cooperatori: siamo ancora in grado di rispondere ai bisogni dei nostri soci? Cosa possiamo fare, assieme al pubblico e ad altri soggetti che sentono come noi questa preoccupazione per continuare a fare sì che Milano sia ancora la città del lavoro? Sono domande che, con questi dati, ci facciamo con ancora più forza, non sentendoci mai assolti».

Dal rapporto emerge che la questione dell’abbordabilità è di fatto un’emergenza in diverse grandi città segnate da una fase espansiva con dinamiche urbanistiche, sociali ed economiche che vanno inevitabilmente a modificare l’assetto della città, con un conseguente rialzo dei valori immobiliari in zone sempre più lontane dal centro: situazione che pesa sulle spalle dei lavoratori a reddito medio basso, inclusi i cosiddetti key workers (servizi di base entro una visione funzionalista – quasi aziendale – della città), costringendoli a cercare un’abitazione in zone più periferiche, ma che inizia a gravare anche profili più qualificati. Se si analizzano i dati relativi al numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica, si può notare, poi, come dal 2015 al 2021 nel comune di Milano sono stati richiesti permessi di costruire da enti pubblici per soli 196 alloggi, pari all’1,1% del totale dei permessi richiesti, con una conseguente offerta di alloggi pubblici largamente inferiore alla domanda espressa: nel 2022 sono state presentate domande da 36.946 nuclei familiari a fronte di 1.523 alloggi messi in avviso e di 1.297 alloggi assegnati.

«Siamo consapevoli che il tema dell’abitare a prezzi sostenibili sia oggi essenziale, tra gli elementi contraddittori dello sviluppo urbanistico delle città contemporanee – commenta l’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi –. Ed è infatti tra i principali motivi che ci hanno spinto alla revisione del Piano di Governo del Territorio, con la quale vogliamo arrivare entro il prossimo decennio ad una dotazione di circa 20mila nuovi alloggi, in aggiunta agli 8mila già in programma, a canone calmierato rispetto ai prezzi di mercato, per favorire soprattutto i giovani, le famiglie di neoformazione e in generale le persone con disponibilità economiche medie e medio-basse».

«Siamo pienamente consapevoli che Milano, come tutte le grandi città europee, oggi debba affrontare con determinazione il tema del costo delle case che cresce a un ritmo superiore agli stipendi – dichiara Pierfrancesco Maran, assessore alla Casa e Piano Quartieri del Comune di Milano –. Non dimentichiamoci che una questione fondamentale resta sbloccare la crescita dei salari, ma sull’altro aspetto dobbiamo percorrere ogni strada possibile: dall’incremento dell’affordable housing, al nuovo canone concordato, da progetti per usare a pieno le case pubbliche come “case ai lavoratori”, al ripristino di fondi per il sostegno affitti, purtroppo azzerati dal nuovo Governo».

  Laura Viviani

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