La crisi provocata dalla diffusione del granchio blu nella Sacca di Goro ha imposto alle cooperative della pesca la necessità di ripensare modelli produttivi e strategie di mercato. Da questa sfida nasce un percorso di diversificazione che vede protagonista una eccellenza del territorio: l'ostrica, allevate nella Sacca di Goro dalla Cooperativa Gorino e Sant’Antonio. Confcooperative Romagna-Estense, impegnata da tempo nel supporto alle cooperative colpite dagli effetti dell'emergenza granchio blu, ha accompagnato e sostiene questo percorso di innovazione, favorendo investimenti, studi e nuove relazioni commerciali.
“Un primo passo è stato compiuto grazie al finanziamento, attraverso il Fondo Sviluppo, di uno studio dedicato alla valorizzazione della polpa del granchio” afferma il presidente di Confcooperative Romagna-Estense, Roberto Savini oggi in visita a Goro “Parallelamente però, le cooperative del territorio hanno avviato un importante investimento sull'allevamento e la commercializzazione di particolari ostriche: la Mignon e Lampa della Coop Gorino e la Golden e Black Oyster della Coop Sant’Antonio”. L'interesse verso questo prodotto è emerso con forza in occasione di recenti incontri avvenuti durante lo scorso Vinitaly, dove Confcooperative ha promosso il dialogo tra il sistema delle cooperative della pesca e il mondo della ristorazione organizzata e la grande distribuzione. “Da qui è nato un confronto con realtà nazionali del settore catering e distribuzione, CRAI, Cooperativa Italiana Catering oggi qui a Goro con noi, che operano nella ristorazione collettiva e commerciale, registrando un immediato interesse per una produzione che unisce qualità, sostenibilità ambientale e forte identità territoriale” spiega il presidente Savini.
Di fronte alle difficoltà generate dal granchio blu le cooperative della Sacca di Goro stanno dimostrando, seppur nella fatica, grande capacità di reazione e innovazione. “Il nostro compito è accompagnarle nella ricerca di nuove opportunità, favorendo incontri e partnership capaci di creare valore per le imprese e per il territorio e occupazione”. Alla visita alle cooperative della pesca erano presenti, oltre al presidente Savini, il direttore generale di Confcooperative Romagna-Estense, Ruggero Villani, i responsabili di settore agroalimentare e pesca Riccardo Nascè e Paola Cambiuzzi, il Presidente di Crai Luca Villanova e la direttrice Monica Purificato oltre al presidente di Cooperativa Italiana Catering Roberto Zanobi e Vadis Paesanti, vice presidente Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna, il direttore Confcooperative Consumo e Utenza, Antonio Amato.
L'obiettivo è ora sviluppare nuovi canali commerciali valorizzando le produzioni della Sacca di Goro e contribuendo a rafforzare la sostenibilità economica e sociale delle cooperative ittiche locali. “Un percorso che conferma come dalla capacità cooperativa di fare rete, mettendo al centro le persone, la comunità e i territori, possano nascere risposte concrete alle sfide del presente e nuove prospettive di sviluppo per l'economia del mare” conclude Savini.
Alessandra Fabri