«La riforma della legge sulla vigilanza, fortemente voluta da questo governo e dalla mia direzione, si è resa necessaria perché è cambiato il contesto economico e normativo, anche con l’introduzione del Codice della crisi d’impresa e le profonde trasformazioni tecnologiche.
La vigilanza deve evolvere: non più soltanto controllo e rispetto delle regole, ma legalità e sviluppo. Un’attività non più esclusivamente reattiva, ma capace di anticipare le difficoltà delle imprese e prevenire situazioni di crisi.
Lo schema di legge, predisposto con il contributo delle associazioni nazionali di categoria, ha superato il vaglio della Commissione parlamentare Attività produttive e sarà presto calendarizzato alla Camera, per poi passare al Senato. Ci auguriamo possa essere approvato in tempi brevi».
Così Giulio Mario Donato, Direttore Generale della Direzione generale servizi di vigilanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), intervenendo al Palazzo della Cooperazione alla quarta giornata di studi cooperativi in memoria di Chiara Ragazzi sul tema «Il modello cooperativo tra identità e trasformazione: governance, innovazione e sostenibilità».
Nel suo intervento il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha sottolineato come il ruolo della vigilanza sia uno strumento fondamentale per tracciare lo spartiacque tra chi è davvero una cooperativa e chi non lo è: verifica la mutualità, la democrazia interna, il rispetto delle regole e dei principi cooperativi.
Per Gardini, «la normativa sulla vigilanza, alla cui definizione Confcooperative ha contribuito, ha bisogno oggi di un necessario “tagliando”: semplificare procedure e tempi, rendere più efficienti i controlli e ottimizzare le risorse, senza indebolirne il rigore.
Confcooperative è pronta a fare la propria parte, garantendo revisioni rigorose ed efficaci. Perché quando una cooperativa opera in modo scorretto, la prima parte lesa è l’intero movimento cooperativo».
Positivo il giudizio di Confcooperative sulla riforma.
«Il percorso di riforma della vigilanza va nella direzione di rafforzare efficienza ed efficacia, senza snaturare la natura della cooperazione. Anche la pulizia degli elenchi delle cooperative rappresenta un passo importante», prosegue Gardini, nel rilanciare un impegno strategico: «Resta una battaglia da portare avanti: contrastare le false cooperative. Abbiamo raccolto firme per una legge che ancora non è arrivata. Continuiamo a chiedere regole e controlli anche sulle organizzazioni di rappresentanza.
Nel sistema cooperativo non possono esserci zone grigie: chi rappresenta la cooperazione deve rispettarne principi, regole e valori».
Nel corso della mattinata di studi, coordinata dal dg di ICN, Vincenzo Marino, si è parlato di Open Innovation digitale e sostenibilità nelle società cooperative: governance, co-creazione e gestione dei trade-off, con Luigi Zingone, Professore straordinario di Gestione delle imprese e marketing, Università degli Studi eCampus, e Maria Anna Pagnanelli, Professoressa di Gestione delle imprese alberghiere e revenue management, Università degli Studi eCampus.
E poi spazio agli adeguati assetti ex art. 2086 c.c. nel modello cooperativo: funzionalizzazione e supporto alla funzione mutualistica, con Chiara Nappini, Direttrice Coopera S.r.l., Area COGE ICN.
Focus sulla nomina degli amministratori nelle società cooperative, con Patrizia Ronchi, Area Legale, Societario e Compliance ICN.
Alessandra Fabri