«Raccontiamo un’esperienza unica nel panorama della ristorazione italiana: quella dei ristoranti gestiti da cooperative che ogni giorno uniscono al buon cibo, qualità dell'accoglienza, valore sociale, radicamento territoriale e sostenibilità». Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative ha presentato oggi a Roma "Il Gusto della Cooperazione", la guida dedicata alla ristorazione cooperativa giunta alla sua terza edizione.
Il volume è stato implementato con l’inserimento di nuove realtà gestite da cooperative, portando il totale dei ristoranti censiti a 203, suddivisi per le 20 regioni italiane.
“È la testimonianza di una progettualità che – come spiega Fabiola Di Loreto, direttore generale di Confcooperative - continua a generare opportunità, inclusione e sviluppo e che non rappresenta solo un'attività economica. I ristoranti cooperativi sono infatti luoghi dove la tradizione gastronomica incontra l'innovazione sociale, dove la qualità dell'offerta si accompagna alla responsabilità verso le persone e l'ambiente. Il libro è pieno di testimonianze di comunità che si organizzano, territori che valorizzano le proprie risorse, persone che costruiscono occasioni di lavoro e di autonomia, spesso coinvolgendo soggetti fragili o a rischio di esclusione. È la storia di centinaia di imprese che, attraverso il cibo e la convivialità, producono valore condiviso e rafforzano i legami sociali”.
“La guida – conclude il Presidente Maurizio Gardini - non è soltanto un elenco di indirizzi di ristoranti da scoprire e visitare. È un vero e proprio viaggio alla scoperta di uno dei volti dell’Italia della cooperazione, che è fatta di imprenditorialità, partecipazione e solidarietà”.
Le cooperative presenti oggi a Roma.
Osteria il mangiabottoni – L’officina dell’Aias cooperativa sociale - Verona (VR)
Ci sono luoghi in cui la ristorazione diventa un potente strumento di inclusione, capace di trasformare il momento del pasto in un’esperienza di relazione, crescita e partecipazione. È questo lo spirito che anima Il Mangiabottoni, il ristorante sociale nato dall’esperienza della cooperativa L’Officina dell’Aias, realtà attiva a Verona da oltre venticinque anni nell’accompagnare persone con disabilità, anche grave, e le loro famiglie in percorsi di autonomia e benessere. Nel 2019 la cooperativa ha scelto di ampliare il proprio impegno aprendosi al mondo dell’ospitalità e del turismo con due progetti strettamente connessi, lo StraVagante Hostel e, appunto, Il Mangiabottoni, dando vita a uno spazio in cui accoglienza e inclusione procedono di pari passo. Il nome del locale custodisce una storia affettuosa e profondamente umana: nasce dal ricordo di un amico che aveva l’abitudine di staccare e mangiare i bottoni, un dettaglio curioso che è diventato il simbolo della volontà di mettere sempre al centro le persone, con le loro unicità, i loro talenti e le loro fragilità. A Il Mangiabottoni ragazzi e ragazze con disabilità intellettiva e autismo intraprendono percorsi di formazione e inserimento professionale, affiancati da educatori specializzati che li accompagnano nello sviluppo delle competenze necessarie sia in cucina che in sala, sperimentando un protagonismo autentico che rafforza sicurezza e autostima. La proposta gastronomica è particolarmente curata, con la cucina affidata a validi professionisti che hanno maturato esperienze anche nell’alta ristorazione e che hanno scelto di mettere le proprie competenze al servizio di un’idea di gastronomia capace di coniugare qualità e impatto sociale.
Osteria Sociale Strapazzato - Sorriso per tutti società cooperativa sociale – Albano laziale (RM)
Il nome è quello di un piatto della tradizione, ma racconta anche un’idea di accoglienza capace di andare oltre gli schemi. Osteria Sociale Strapazzato, situata ad Albano Laziale, nasce infatti dall’esperienza della cooperativa Sorriso per Tutti, attiva dal 1993 nella promozione di percorsi dedicati a persone con disabilità, disagio psichico e fragilità sociali. L’obiettivo è superare il tradizionale modello di inserimento lavorativo protetto, offrendo alle persone coinvolte un contesto professionale autentico in cui acquisire competenze concrete e sperimentarsi in un’attività rivolta al pubblico. Allo stesso tempo, il locale promuove un’idea di cooperazione diffusa, scegliendo prodotti provenienti da altre realtà del Terzo Settore e della cooperazione sociale del Lazio, costruendo una rete di collaborazioni che valorizza filiere etiche e produzioni responsabili. L’attenzione all’accessibilità è parte integrante del progetto: i menù sono disponibili in formato cartaceo, audio e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), mentre gli strumenti di lavoro sono stati adattati per favorire l’autonomia degli operatori, dimostrando come inclusione e qualità del servizio possano procedere insieme. La cucina prende ispirazione dalla tradizione romana, interpretandola con equilibrio e qualche nota creativa: accanto ai grandi classici come carbonara, cacio e pepe, gricia e amatriciana, il menù propone piatti quali le costolette di abbacchio panate con insalata di friggitelli, pesche e basilico, le crocchette di bollito con salsa verde e i fiori di zucca in pastella farciti con ricotta, pomodori secchi e menta. La pasta fresca destinata a ravioli e tagliolini è preparata artigianalmente in cucina, mentre quella secca proviene dal Pastificio Futuro del carcere minorile di Casal del Marmo.
Francesco Agresti