Territorio

A Savignano sul Panaro l’albero sopravvissuto a Nagasaki

Arriva a Savignano “l’albero della pace”, cioè il cachi miracolosamente sopravvissuto alla bomba atomica sganciata su Nagasaki nel 1945.

Dopodomani – giovedì 18 maggio – un “figlio” di quel cachi sarà piantato in un terreno dell’azienda agricola Buen vivir, socia della cooperativa di comunità Savignano 2030.

Da oltre vent’anni il progetto internazionale “Revive Time - Kaki Tree Project” consegna in tutto il mondo le pianticelle di seconda e terza generazione nate da quel cachi sopravvisuto al bombardamento atomico del 9 agosto 1945:. In Italia il progetto è portato avanti dall’associazione “Nagasaki–Brescia”, che chiede ai proprietari delle piantine non solo di coltivarle, ma anche di realizzare opere artistiche che abbiano come tema l’albero di cachi e, per estensione, la pace.

A Savignano questo compito se l’è preso l’ex sindaco Germano Caroli, presidente della cooperativa di comunità Savignano 2030 e conduttore di un’azienda di coltivazione di ortaggi.

«L’idea di piantare il cachi di Nagasaki è nata quando l’amministrazione comunale da me guidata ha aderito al Patto dei sindaci contro la proliferazione delle armi nucleari – spiega Caroli - Siamo entrati in contatto con l’associazione “Nagasaki–Brescia”, che mette a disposizione le piantine senza dover applicare le rigide regole fitosanitarie previste per l’importazione diretta dal Giappone. Lo scopo di questa iniziativa è diffondere la voglia di pace attraverso l’arte e la cultura, che hanno la capacità di immaginare e descrivere il dolore altrui, creando un mondo nuovo. Chiunque lo desideri potrà vedere da vicino l’albero della pace; anzi speriamo che diventi una tappa obbligata per chi passerà da Savignano sul Panaro».