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Welfare: Granata, cooperative sociali allo stremo per il caro bollette, servizi a rischio

Il welfare italiano barcolla sotto i colpi del caro bolletta. Le cooperative sociali, ancora provate dalle misure anti-covid, rischiano il tracollo a causa degli aumenti dei costi dell’energia e, più in generale, delle forniture che stanno mettendo a rischio l’assistenza alle persone fragili. 

«Crescono di giorno in giorno le segnalazioni di strutture allo stremo – afferma Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà – c’è la preoccupazione di non riuscire più a stare in piedi, siamo a rischio desertificazione del welfare quando, grazie al PNRR, dovremmo investire e rilanciare. L’innalzamento dei costi per le strutture residenziali, semiresidenziali, per i centri diurni, arriva due volte, direttamente sulle bollette, ma anche attraverso i fornitori. Stiamo parlando dei beni di prima necessità su cui le altre imprese scaricano i loro incrementi. Le cooperative sociali non possono far pagare il costo della bolletta alle persone fragili assistite né si vedono riconosciuto tale costo dalle amministrazioni pubbliche per conto di cui spesso operano». 

Il welfare, che ha nella cooperazione sociale è uno dei player principali con oltre 400 mila occupati, è un settore ad alta intensità di manodopera, dove non è possibile “fare economie”, sospendere o riprogrammare autonomamente i servizi essenziali, tantomeno pianificare interventi su fasce orarie “meno costose” come avviene in altri settori produttivi. «Se in fabbrica si può immaginare temporaneamente la riduzione o rimodulazione oraria dei cicli produttivi ad esempio in orario notturno – commenta Granata – non possiamo fare lo stesso nelle nostre strutture, dobbiamo garantire continuità e accessibilità. Chiediamo al Governo interventi di emergenza per calmierare l’infiammata dei costi per il welfare».