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Granchio blu: bene decreto attuativo, ma occorre intensificare catture e misure da stato di emergenza

Rimborsi per i costi sostenuti dalle imprese dal 1 agosto, e certificati, per lo smaltimento (compreso trasporto) dei granchi pescati, e per l’acquisto di attrezzi di cattura. Da questi però sarebbero esclusi gli attrezzi “attivi” come l’ostreghero, in quanto trainato e quindi vietato dalla normativa europea entro le 3 miglia dalla costa o su batimetriche inferiori ai 50 metri. Queste le linee del provvedimento annunciato in una riunione tenuta ieri presso il MASAF dal Sottosegretario La Pietra con le Associazioni di categoria, le Amministrazioni regionali, gli Istituti scientifici e rappresentanti della Protezione Civile per l’utilizzo dei 2,9 milioni di Euro stanziati dal Governo per l’emergenza “granchio blu” che sta mettendo in ginocchio importanti realtà produttive in Adriatico ed in generale minacciando la biodiversità dei nostri mari. L’Alleanza delle Cooperative Italiane della pesca, intervenendo alla riunione, che ha visto anche la partecipazione del Ministro Lollobrigida, ha espresso una valutazione positiva sullo schema di provvedimento, evidenziando però fin da subito che lo stanziamento rischia di essere largamente insufficiente. L’Alleanza ha inoltre ribadito l’esigenza di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza necessario per intervenire in favore delle imprese su mutui, imposte e canoni, ma anche per intensificare gli sforzi per la cattura con attrezzi attivi, risultando gli attrezzi passivi come le nasse o le reti da posta assolutamente insufficienti a contenere la popolazione di granchio blu nelle aree lagunari e di foce. Solo con un approccio straordinario sarà infatti possibile derogare alle norme vigenti con la necessaria autorizzazione di Bruxelles dove il dossier deve essere portato con la massima urgenza. Nel suo intervento conclusivo il Ministro Lollobrigida ha rinnovato l’impegno del Governo ad affrontare con la massima urgenza e concretezza il problema intervenendo sia sul piano emergenziale sia strutturale, favorendo la creazione di una specifica filiera e rimandando alla valutazione dei danni l’esame di successivi interventi con la legge di stabilità. Per l’Alleanza bene la creazione di una filiera “ma occorre tempo e non ne abbiamo. Stiamo esaurendo le scorte di vongole e cozze, da novembre la produzione si fermerà, non c’è più seme per le produzioni dei prossimi tre anni”.