Controlli UE sulla pesca, Fedagripesca: obbligo di tracciamento satellitare, telecamere solo dal 2028
Nessun obbligo di installazione di telecamere a bordo dei pescherecci è scattato il 10 gennaio 2026. A chiarirlo è Confcooperative Fedagripesca, alla luce di notizie errate circolate nelle marinerie italiane nelle ultime ore sulle nuove regole europee in materia di controllo della pesca.
Dal 10 gennaio 2026 è entrato invece in vigore l’obbligo di installazione del VMS (Vessel Monitoring System), il sistema di tracciamento satellitare delle imbarcazioni, per tutti i pescherecci con lunghezza fuori tutto pari o superiore a 12 metri. Con la stessa decorrenza è diventato obbligatorio, per la medesima fascia di flotta, anche l’utilizzo del giornale di pesca elettronico (e-logbook). Sono state quindi abrogate le precedenti deroghe che consentivano esenzioni alle unità tra i 12 e i 15 metri impegnate in determinate attività.
Diversa la questione relativa alle telecamere a bordo (REM/CCTV), sottolinea l’associazione. L’installazione dei sistemi di monitoraggio elettronico remoto non è collegata alla data del 10 gennaio 2026. La scadenza operativa prevista dal Regolamento (UE) 2023/2842 è fissata al 10 gennaio 2028 e riguarda esclusivamente i pescherecci di lunghezza pari o superiore a 18 metri individuati come ad alto rischio di inosservanza dell’obbligo di sbarco.
Sul tema è pendente il ricorso presentato dal governo italiano alla Corte di Giustizia dell’Unione europea (causa C-194/24), depositato l’11 marzo 2024 e attualmente in fase di istruttoria. L’Italia contesta, tra l’altro, l’intrusività delle telecamere h24 sotto il profilo della tutela della privacy, la sproporzionalità della misura e l’impatto sulla competitività della flotta mediterranea. La decisione della Corte è attesa tra la metà e la fine del 2026. In assenza di una sospensiva, le norme restano formalmente in vigore, ma l’esito del giudizio sarà decisivo per l’obbligo previsto dal 2028.
Confcooperative, tra i principali sostenitori del ricorso del Governo, segue con estrema attenzione l’evoluzione del procedimento, poiché un eventuale accoglimento potrebbe modificare in modo sostanziale il quadro degli investimenti tecnologici richiesti ai pescherecci italiani.