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Brexit: Johnson, non pagheremo il "conto" presentato dalla Ue

Categorie: Attualità, Economia, Politica

E' un Boris Johnson poco conciliante quello che si è presentato stamane ai Comuni per rispondere alle domande del Parlamento sull'avanzamento del negoziato per la Brexit. Il ministro degli Esteri britannico ha usato l'espressione idiomatica "go whistle" per invitare l'Unione europea ad 'andare a quel paese' riguardo alla cifra "esorbitante" che Bruxelles intende chiedere a Londra come pagamento finale per l'uscita dalla Ue. Si tratta del cosiddetto 'divorce bill', il conto del divorzio, che secondo alcune fonti ammonterebbe a decine di miliardi di sterline a carico del Regno Unito. 

Prima dell'uscita di Johnson, Downing Street aveva smentito le indiscrezioni giornalistiche secondo le quali la premier Theresa May sarebbe pronta ad abbandonare i negoziati con la Ue per la Brexit in risposta al 'conto' che l'Unione europea intenderebbe presentare alla Gran Bretagna. Johnson ha inoltre affermato che il governo non ha alcun piano di riserva nel caso il negoziato con Bruxelles non porti ad un accordo sulla Brexit. 

"Non c'è alcun piano per fronteggiare un mancato accordo perché otterremo un ottimo accordo", ha detto il capo della diplomazia britannica. Le parole di Johnson sembrano contraddire quelle del ministro per la Brexit, David Davis, che il mese scorso aveva assicurato che il governo aveva "preparato nel dettaglio" un piano di riserva in caso di mancato accordo con Bruxelles e conseguente uscita dal mercato unico.

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